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Italia nel Mondo – Pagina 32 – Italia nel Mondo

Kenya – La prima esperienza di conversione del debito Kenya-Italia diventa ‘best practice’

Il prossimo 30 novembre si terrà a Nairobi l’evento KIDDP | Kenya-Italy Debt for Development Programme: Community based approach for inclusive and sustainable development, presso il Kenya International Conference Centre.

In occasione della seconda riunione ad alto livello del partenariato globale per un’efficace cooperazione allo sviluppo, in programma a Nairobi dal 28 novembre al 1 dicembre 2016, il Ministero del Tesoro del Kenya, in collaborazione con la sede AICS di Nairobi, intende presentare, nell’evento del 30 novembre, le lezioni apprese dal progetto KIDDP.

Il KIDDP nasce dal primo accordo di conversione debitoria nella storia del Kenya. Tale accordo, sottoscritto nel gennaio 2007, riguarda un fondo di circa 44 milioni di euro di debito keniano da convertire in aiuti allo sviluppo, ovvero in attività di erogazione di servizi di base da parte delle istituzioni keniane verso i propri cittadini.

Ad oggi il KIDDP ha finanziato 123 progetti nelle aree più remote o disagiate del Kenya, portando una serie di servizi quali l’acqua potabile, la ristrutturazione degli istituti di educazione tecnica e la riqualificazione partecipata degli slums di Korogocho (Nairobi) e KKB (Kilifi). I progetti hanno inoltre migliorato la qualità nei servizi sanitari ai cittadini di 26 contee diverse, anche con l’aumento dei reparti di maternità.

Una componente significativa del Programma ha riguardato lo sviluppo e il rafforzamento delle capacità delle istituzioni coinvolte, compresi i governi locali delle contee, e della società civile, sulla base della nuova costituzione keniana del 2010.

A un anno dalla conclusione, il KIDDP rappresenta uno dei programmi di sviluppo più apprezzati dal Governo del Kenya, che ha pertanto proposto di dedicare uno specifico side-event alla condivisione delle lezioni apprese sull’efficacia del KIDDP con il più ampio pubblico della conferenza.

Agricoltura: approvata legge per la promozione della filiera della canapa

Roma: 22.11.2016

È stata approvata in via definitiva al Senato la legge per la promozione della filiera della canapa.

“Con l’approvazione di questa legge – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – finalmente regolamentiamo un settore dal grande potenziale per la nostra agricoltura non soltanto dal punto di vista economico, ma anche della sostenibilità. Diamo riferimenti chiari ai tanti agricoltori interessati a poter investire in una filiera che ha moltissimi sbocchi commerciali, con un potenziale di redditività elevata. La coltura della canapa infatti è in grado di ridurre l’impatto ambientale per le sue qualità e caratteristiche. Con questa nuova norma riusciamo a dare una nuova risposta alle richieste del mondo agricolo”.

In particolare il provvedimento identifica le varietà di canapa per la coltivazione e individua i settori produttivi in cui può essere impiegata che vanno dall’alimentazione alla cosmesi, dall’industria e artigianato al settore energetico e alle attività didattiche e di ricerca.

Sul piano della semplificazione la legge consente la coltivazione della canapa senza la necessità di autorizzazione.
Per favorire le attività di produzione e trasformazione nel settore, il Mipaaf destinerà annualmente una quota delle risorse disponibili dei piani nazionali entro il limite massimo di 700.000 euro. Per quanto riguarda i controlli, il Corpo forestale è autorizzato a svolgere le attività di verifica.
Ufficio stampa

Ricerca: presentato all’accademia dei Georgofili il piano per lo sviluppo delle biotecnologie sostenibili e quello dell’agricoltura di precisione

Roma (17.11.2016)

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta oggi a Firenze all’Accademia dei Georgofili la presentazione del Piano per lo sviluppo delle Biotecnologie sostenibili e quello per la crescita dell’Agricoltura di precisione in Italia in collegamento con Industria 4.0.

“Sostenibilità e innovazione – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – sono le due direttrici fondamentali per lo sviluppo del modello agricolo italiano, per proteggere la nostra biodiversità e valorizzare la distintività delle produzioni nazionali. Per questo abbiamo deciso di investire nella ricerca pubblica sul fronte delle biotecnologie sostenibili e sull’agricoltura di precisione. Lavoriamo sulla frontiera più avanzata degli studi per rendere l’Italia sempre più protagonista nel proporre soluzioni nuove alla produzione alimentare. In questi mille giorni di governo abbiamo tracciato un percorso di crescita che è una diretta eredità di Expo Milano. Da qui ai prossimi tre anni potremo avere un avanzamento concreto nello studio delle principali colture nazionali, così come sul fronte dello studio e dell’applicazione dei big data in agricoltura. Non siamo all’anno zero, ma possiamo fare quel salto di qualità che renda sempre più competitive le nostre imprese. La tutela del reddito di chi vive di agricoltura passa anche e soprattutto da qui”.
BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI

Per quanto riguarda le biotecnologie, il piano ha una dotazione finanziaria di 21 milioni di euro e rappresenta il più importante progetto di ricerca pubblica fatto nel nostro Paese su una frontiera centrale come il miglioramento genetico attraverso tecniche innovative e sostenibili.

Le colture coinvolte sono quelle che più caratterizzano il modello agricolo italiano, per puntare al miglioramento produttivo e all’aumento della resistenza delle piante alle malattie e al cambiamento climatico. In particolare gli studi saranno dedicati a:

Vite, olivo, pomodoro, pesco, albicocco, agrumi, frumento, melanzana, melo, ciliegio, pioppo.

Il piano è articolato su tre anni e la regia dell’operazione è gestita dal Crea, il centro di ricerca specializzato del Mipaaf.

Il Piano triennale prevede iniziative di ricerca in laboratorio, a legislazione vigente, con biotecnologie più moderne e sostenibili come il genome editing e la cisgenesi. Questi strumenti possono consentire infatti un impegno mirato di miglioramento genetico senza alterare le caratterizzazioni produttive del sistema agroalimentare, migliorandone le performance anche rispetto alla resistenza alle malattie.

I ricercatori italiani sono impegnati su queste frontiere, ma fino ad oggi non erano mai state investite risorse da parte del Governo per finanziare questi studi. Vengono così potenziati i filoni di ricerca già attivi e soprattutto avviati nuovi percorsi sulle colture tradizionali del nostro Paese. È bene ricordare che per la maggior parte dei prodotti servono ancora anni di studi in laboratorio, prima di poter arrivare eventualmente alla fase sperimentale in campo.
AGRICOLTURA DI PRECISIONE E DIGITALE

Per lo sviluppo di nuove tecnologie e per una maggiore applicazione dell’agricoltura di precisione in Italia è prevista una più forte collaborazione tra il Crea e il Cluster Agrifood previsto dal piano Industria 4.0.

Il Crea lavorerà anche sul fronte dei Big Data agricoli, attraverso un progetto di open cloud della gestione pubblica di questi dati sensibili che serviranno ad aiutare le imprese a essere più sostenibili, più efficienti e più competitive grazie all’ottimizzazione dei fattori produttivi. L’obiettivo è far crescere dall’1 al 10% la superficie coltivata in Italia con tecnologie di agricoltura di precisione e utilizzare i big data prodotti da queste macchine per migliorare i processi produttivi.

All’interno del Piano Industria 4.0, poi, sono previsti investimenti mirati nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie per agricoltura e agroalimentare.

In particolare:

– Accesso delle imprese agricole, contoterzisti e agroindustria alle misure di sostegno agli investimenti come iperammortamento al 250% e superammortamento per acquisto di tecnologie 4.0;

– Investimenti per favorire l’accesso delle imprese alla banda ultralarga, in coordinamento con le risorse per tali infrastrutture comprese nei fondi europei agricoli;

– Azzeramento del costo della garanzia primaria Ismea per le imprese agricole, attraverso un plafond dedicato nell’ambito del rifinanziamento del Fondo di Garanzia Mise.
Ufficio stampa